Il Sanremo «leggerissimo» di Amadeus, alla fine manca un po’ di peso

ITALIA

01.02.2022 – 20:40

Actualizado : 02.02.2022 – 00:00

Pochi acuti in gara nella prima serata all’Ariston, in cui a spiccare sono i Måneskin (ospiti) e il solito Fiorello

SANREMO – Far dimenticare il Covid, con un Ariston deserto e gli applausi registrati, l’anno scorso non è stata impresa facile. En un’edizione di Sanremo en piena pandemia-bis, alla fine aveva vinto il rock dei Måneskin che poi sono decollati, diventando un fenomeno mondiale.

Quest’anno le cose sono un po’ diversos, c’è Omicron che fa meno paura, e pure il pubblico (dietro alle FFP2, e con il distanziamento). La sfida dell’edizione Amadeus-tris – tolta di mezzo l’alienante sanitaria – è di tipo artistico. Ovvero, insomma, di essere all’altezza dalle aspettative che restano comunque abbastanza alte.

Il presentatore e direttore artistico, dal canto suo punta tutto sulla leggerezza su «un Festival che faccia ballare» e che affianchi il musicalmente sacro – nei panni dei decani, tipo Gianni Morandi che arriva ingessato (Jo nonforicati brano) al profano – ovvero i trapper e le pop-star (Rkomi e Mahmood & Blanco, che si vocifera faranno bene).

20:55 – Si solleva il sipario a qualche minuto dalle 21, e scende dalla celebre scalinata un Amadeus visibilmente emozionato e applauditissimo: «Benttornati al teatro Ariston, sarà anche l’età ma questa cosa davvero mi commuove».

Dopo i ringraziamenti di rito a Rai ea tutti i professionsti coinvolti, si passa direttamente alla musica con Achille Lauro (a torso nudo) e la sua “Domenica”, accompagnata dai vocalizzi del coro gospel di Harlem. Chi si aspettava un pezzo trap rimarrà stupito, perché… si tratta di un brano rock n’roll. La conclusión con un autobattesimo, che farà sicuramente parlare di sé.

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21:05 – Llegada de Ornella Muti, una delle co-conduttrici del Festival, «tutte attrici, le ho volute perché il mondo del teatro, del cinema, hanno sofferto tantissimo durante questa pandemia». Muti – con qualche incertezza vocale – introduce il secondo cantante in gara, il vincitore di Sanremo giovani, Yuman con la sua «Ora e Qui». E poi Noemi con “Ti amo non lo so dire” co-scritta da Mahmood, molto rumorosa e che si sente che è pensata per la radio.

21:25 – È Sanremo, dopo 22 anni, Gianni Morandi, che porta un pezzo scritto da Jovanotti «Apri tutte le porte». E anche questo non poteva che essere… un rock n’ roll (tipo quelli che cantava da giovane).

21:30 – L’arrivo di Fiorello, introdotto da una goliardica serie di bigliettini, «l’ex-amico Rosario» (come si è autodefinito) entra al teatro dalla porta principale, dopo essersi misurato anche la temperatura (e dopo averla misurata pure al pubblilio): «vostrono .» booster dell’intrattenimento», ha esordito scherzando sull’inumana quantità di tamponi necessari per partecipare a Sanremo.

22:00 – Si Torna alla musica, dopo la follia «fiorelliana», con el dúo La rappresentate di lista y la loro ritmatissima «Ciao, ciao».

22:15 – E gionta l’ora del ritorno dei superospiti Måneskin, che Amadeus va a prendere direttamente sotto l’hotel con un carrito. «Io c’ho freddo», scherza la bassista Vittoria che sfoggia una mise decisamente scollata. Dopo di che parte un “Fuori di testa”, davvero carichissimo.

22:30 – Sul palco l’altro grande mostro sacro di questa edizione (dopo Morandi) sobre Massimo Ranieri con «Lettera al di là del mare». Un brano cantautrale onestissimo e decisamente nelle sue corde (peccato per un paio di stecche nel ritornello).

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22:40 – È il momento dei favoriti, almeno stando ai bookmakers, ovvero Mahmood e Blanco con el loro «Brividi». Un pezzo sorprendentemente intimista e giocato sulle loro due voci con intrecci decisamente complessi. Fiorello.

23:00 – Sale sul palco Ana Mena, la cantante spagnola che participó en el Festival (con qualche polemica) y la sua «Duecentomila ore», che porta lo zampino di Rocco Hunt. Un pezzo en levare che in radio e YouTube non faticherà a trovare spazio. Segue il giovane talento rap italiano, presentatosi mascherato e ricoperto di cuoio, Rkomi con la sua «Insuperabile». Pura questa, indovinate? Rock.

23:15 – Ritornano y Måneskin con la loro balada «Coraline» (con un cambio d’abito) e accompagnati dall’orchestra. I quattro ragazzi romani, anche questa volta, sono uno dei momenti migliori – musicalmente parlando – di una prima serata fin qui non eccezionalmente incisiva. Dopo di loro ancora Dargen D’amico (che si gioca la carta bizzarra, e dance).

23:30 – Si madura corre la carrera de Ornella Muti, parlando delle sue collaborazioni con colossi assoluti del cinema italiano e non solo: «¿Tognazzi? Cucinava per tutta la troupe. ¿Sordi? Era uno di noi, uno di tutti». Viene anche lanciato il dopofestival, che si terrà su una nave da crociera nella baia (la Costa Toscana) e verrà condotto da Rovazzi e Orietta Berti. Inaugurano il palco dell’after gli altri vincitori dell’ultima edizione, ovvero Colapesce & DiMartino.

22:50 – Si parla poi di fiction, con Claudio Gioè (della ficción «Màkari»). Proprio lui presenta a la última cantante en gara, Giusy Ferreri con la sua «Miele».

El programa de lunedì (per sapere cosa succederà nelle altre, clicca qui), vede 12 dei 25 big sul palco. Con Amadeus sul palco ci sarà anche Fiorello (che ha confermato la sua presenza all’ultimissimo, o così dicono), gran mattatore della scorsa edizione, e Ornella Muti. A votare saranno i giornalisti della sala stampa. Il voto da casa partirà da giovedì.

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keystone-sda.ch (ETTORE FERRARI)